Fatou è una ragazza italiana di 23 anni di ori- gine senegalese. Vive in un sobborgo di Roma con sua madre, che vorrebbe educarla secon- do le rigide imposizioni della sua cultura di origine. Fatou però sta cercando la propria identità, che combini il suo essere mu- sulmana e nera con la società italiana e, a differenza della maggior parte dei suoi coetanei, lo stigma sociale dell’immigrato è impresso su di lei, la isola e riduce le sue amicizie ad altri giovani figli di stranieri. La sua autentica passione e schermo contro i pregiudizi sta nel cantare: la musica è ciò che non la tradirà mai.
Il cortometraggio “I am Fatou” di Amir Ramadan è stato selezionato per la sezione CORTOMETRAGGI della 14^ edizione del nostro festival, ricevendo il 1° premio (+ 1.000,00 €) assegnato dalla giuria con la seguente motivazione:
“Per aver ben rappresentato il desiderio e la capacità di collocarsi tra le molteplici lingue e culture di appartenenza utilizzando la musica come ponte dove far procedere, malgrado tutto, i propri sogni”.
Il basket di strada sta guadagnando sempre più popolarità a Milano e si stanno costruendo campi da gioco ovunque in città. Ma il campo da basket di strada è molto più di un luogo dove si pratica uno sport. È uno spazio in cui vengono sviluppati i temi di integrazione e conoscenza reciproca. Un luogo in cui viene creato un nuovo concetto di comunità. Dove diverse comunità imparano a conoscersi. I campi da gioco ospitano un’umanità diversificata, che in questo continuo dare e ricevere la palla conduce un’esperienza di reciprocità e fiducia verso una possibile coesistenza multiculturale.
Il documentario “Playground Addiction” di Carlo Furgeri Gilbert, Niccolò Rastrelli, Marzio Mirabella è stato selezionato per la sezione documentari della 14^ edizione del nostro Festival, ed ha ricevuto il 1° premio (+ 1.000,00 €) assegnato dalla giuria con la seguente motivazione:
“Per essere riuscito a fare emergere in modo vivace, leggero e positivo, punti di forza e di criticità dell’integrazione, dando la parola ad un luogo, ad un’attività sportiva e ai suoi praticanti.”
«Essere di culture miste significa attraversare continue ondate di dubbi». La vitiligine ti invita a sperimentare lo spazio mentale di due donne, entrambe immerse profondamente in un dibattito interno riguardante la loro apparenza esterna.
Il cortometraggio “Vitiligo” di Soraya Milla è stato selezionato per la sezione CORTOMETRAGGI della 14^ edizione del nostro Festival ed ha ricevuto la MENZIONE SPECIALE alla memoria di Saad Zaghloul assegnata dalla giuria con la seguente motivazione:
“Per essere riuscito a documentare, con poesia, senso artistico e… sulla propria pelle, l’imparzialità della natura e la bellezza della diversità.”
Sinossi: na storia di amicizia, nata durante le Olimpiadi del ‘36, è la base di questa elegia visiva. È un omaggio a una grande esperienza di umanità e fratellanza tra due grandi atleti che durerà fino alla fine dei loro giorni.
Il cortometraggio “Freunde” è stato selezionato per la sezione CORTOMETRAGGI della 14^ edizione del nostro Festival, ed ha ricevuto il premio del pubblico.
Il cortometraggio “La linea immaginaria” di Paolo Bonfanti e Alessandra Beltrame è stato selezionato per la sezione DOCUMENTARI della 14^ edizione del nostro Festival, ed ha ricevuto il premio del pubblico.
“La linea immaginaria” è un film documentario girato a Zingonia, una località della provincia di Bergamo, abbastanza noto per un contesto sociale altamente multietnico e un’identità problematica. Il film segue le attività di un progetto chiamato “Un’onda bellissima”, incentrato sui giovani e caratterizzato da seminari sportivi e artistici.